Domande frequenti

No. Le sedute di musicoterapia e suonoterapia non comportano alcun effetto indesiderato. L'unica attenzione va posta in soggetti epilettici e cardiopatici (portatori di pacemaker), dove necessita prestare attenzione quando si usano particolari stimolatori armonici, generatori di forti vibrazioni sensoriali, i quali potrebbero portare a scompensi del ritmo cardiaco oppure aumentare il rischio di una crisi epilettica.

Assolutamente no. Viene praticata anche ai bimbi in modo del tutto piacevole.

Assolutamente no. È una terapia completamente naturale senza alcun tipo di farmaco.

Semplicemente dicendoli che non va dal medico, ma che va a fare un'attività rilassante e piacevole, interagendo con la musica e i suoni, senza alcun tipo di intervento legato al medico. Dove questo l'aiuterà a stare meglio. A tutti i bambini piace la musica. Se non è sufficiente, la invitiamo a visitare il nostro centro senza fare alcuna seduta; si convincerà da sola.

Avete davanti a voi 3 possibilità:

La prima: non fare niente e "sperare" che i problemi si risolvano da soli.

La seconda: rivolgersi alla cosiddetta "scienza medica". Comprovata sotto molti aspetti è quella che ci rassicura quando stiamo male. Ma sappiamo benissimo che non è una scienza perfetta e molte volte sbaglia. Purtroppo quando sbaglia le conseguenze possono essere anche gravi. Inoltre è sempre supportata da farmaci, i quali aiutano da un lato, ma molte volte creano problemi attraverso i tanti effetti collaterali presenti.

La terza: la musicoterapia non comporta nessun tipo di controindicazione, ne danni all'individuo, ne tantomeno utilizzo di farmaci. La sua grande forza curativa proviene dall'energia naturale generata dalla musica, dai suoni e dalle vibrazioni armoniche che la compongono, attraverso i quali riequilibrano le nostre cellule. Ricordatevi che il nostro organismo è fatto di vibrazioni.

Se questo non è sufficiente per rassicurarvi, possiamo aggiungere che nel peggiore dei casi, (non ricettività del soggetto) dopo una serie di sedute, non avrà riscontrato alcun beneficio-effetto; quindi senza nessuna conseguenza da questa terapia. Avete solo impiegato del tempo in un tentativo di risolvere un problema, senza però averne creato degli altri.

Non siete ancora convinti ? non vi resta che contattarci per un incontro dove potremo rispondere a tutte le vostre domande.

Lo scetticismo fa parte del nostro modo di vivere. Pochi si dicono convinti su tutto. Quindi riteniamo che una certa dose di incredulità non è controproducente almeno inizialmente. Man mano che si instaura il rapporto di fiducia e di empatia con il terapeuta, questa diffidenza viene ridotta fino ad essere annullata. A questo punto l'individuo è pronto a ricevere tutti i benefici dati dall'energia della musica. La musica trasmette: rispetto, fiducia, umiltà, energia, emozioni.

La musicoterapia è consigliata quale rimedio ai problemi di apprendimento, di concentrazione; come anche nei percorsi contro l'ansia da prestazioni, la timidezza, eccetera. Spesso i genitori sottovalutano le difficoltà di apprendimento dei propri figli, apostrofandoli con: non si impegna abbastanza, non studia, non ha voglia di fare, eccetera. Farli seguire un percorso musicoterapico può essere una valida soluzione, dove possono imparare a gestire i propri limiti, le proprie risorse, conoscere la loro personalità e quindi sapere come affrontare gli ostacoli e le richieste che gli vengono poste sia dalla scuola, sia dalla società. Aumentando la loro autostima.


Questa è la tipica affermazione di molti genitori. Purtroppo non è così. Rispettando le loro convinzioni, dobbiamo dire che in qualità di genitori riusciamo a conoscere solamente il 20-25% dei loro problemi, anche se abbiamo un rapporto molto aperto con loro. Figuriamoci per chi non ha dialogo. I problemi dei giovani, molte volte non riescono neanche loro a descriverli e a rendersi conto di che influenza hanno: sul loro modo di pensare, di agire, di relazionarsi, nell'apprendimento, nell'ambito sociale, sulla loro stessa persona, eccetera.

Questo perché sono processi complessi, che incontrano individui privi di esperienza, di consapevolezza di se stessi e del mondo in cui vivono; quindi non in grado di instaurare un processo di analisi e di risoluzione del problema. Questo genera inoltre una barriera comunicativa nell'esprimere questo disagio. In particolare verso i genitori. Cercando aiuto tra i loro compagni, privi anch'essi degli elementi sopraccitati. Oppure di chiedere aiuto nei social network, molto dannosi in quanto si perde ogni controllo della propria azione, lasciandosi influenzare da osservazioni privi di analisi. Per cui il ruolo del genitore, anche se attendo ai suoi bisogni, molte volte non è sufficiente per comprendere questi stati d'animo nascosti e perturbativi nel giovane. L'intervento del musicoterapeuta permette tramite la sua formazione, di interagire con questi processi, fargli emergere nella loro completezza e quindi potergli affrontare e risolvere. Un particolare importante è l'aiuto non verbale dato per l'appunto dal metodo musicoterapico, che interviene anche negli individui incapaci di esprimere il loro disagio. Come in presenza di situazioni di violenze o abusi, o di cyber bullismo.

Spesso sentiamo questa domanda. La musicoterapia sotto molti aspetti interagisce anche con la psicologia, in particolare la psicologia comportamentale la quale coglie i segni evidenziabili del malessere nel giovane nel suo contesto comportamentale. Un musicoterapeuta che si avvale anche di questa specifica formazione, può interagire in modo molto profondo con la psiche dell'individuo, oltretutto apportando l'energia terapeutica generata dalla musica e dai suoni. Questo processo non può essere fatto solamente da uno psicologo.

È difficile stabilire delle percentuali; in quanto le variabili sono molte a seconda delle patologie come anche dagli stati psicofisici degli individui. A titolo indicativo per quanto ci concerne, possiamo dire che circa l'80-85% di chi si è sottoposto ad un percorso musicoterapico in generale ha ricevuto ottimi benefici. L'unica incognita è la ricettività dell'individuo.

Assolutamente si. Lo consigliamo vivamente per un sano equilibrio e benessere psicofisico quotidiano. Anche a titolo preventivo.

La durata dipende dal metodo scelto dal musicoterapeuta e dallo stato dell'individuo. Varia da 60 a 90 minuti.

Di regola viene fatta 1 seduta alla settimana. Ma questo può variare a dipendenza dei disturbi da affrontare. In seguito quale mantenimento, se il caso lo richiede, possono essere prescritte sedute mensili o a tempi diversi.

La quantità di sedute dipende da diversi fattori: dalla ricettività dell'individuo, dalla tipologia del disturbo o dei disturbi, dal metodo appropriato per affrontare questo percorso. Per ciò non è possibile stabilire un decorso standard. A volte si ottengono ottimi risultati con poche sedute, in altri casi necessitano più sedute per giungere ad un risultato concreto.

 

Oltre alle sedute singole, proponiamo pacchetti di 3, 5, 10 sedute, a tariffe vantaggiose, per meglio quantificare le singole necessità.


No. Se l'individuo è già in cura da un medico, quest'ultimo può indicare la sua diagnosi, in modo da facilitare il compito del musicoterapeuta, ma non è indispensabile. Di regola è l'individuo stesso che si rivolge direttamente al nostro centro.


Dipende dalle coperture stipulate dall'assicurato e dalle prestazioni e modalità riconosciute da ogni singola assicurazione. In ogni caso non sono coperte dall'assicurazione di base LaMal. Informarsi presso la vostra assicurazione in base alla tipologia della prestazione richiesta.

Si. A dipendenza del metodo di trattamento, trattandosi di un lavoro di relazione, ci può essere contatto fisico. Nel caso vige l'assoluto rispetto dell'integrità dell'individuo.

Va adattato caso per caso a seconda delle esigenze. Nel caso di bambini piccoli, oppure di ragazzi particolarmente sensibili e timorosi, la presenza di un genitore (di regola la mamma) nelle prime sedute, può aiutarlo a tranquillizzarsi. Di regola la presenza di terzi è sconsigliata per permettere all'individuo di potersi esprimere liberamente con il terapeuta senza condizionamenti.

Assolutamente si. Tutto quello che l'individuo, anche se minorenne, comunica al terapeuta rimane vincolato dal segreto professionale.


Di regola le sedute sono individuali. Vengono proposti anche metodi a piccoli gruppi 3-5 partecipanti, in particolare per la suonoterapia, oppure a coppie o nei percorsi genitore e figli.


La musica segue un particolare percorso per trasmettere queste informazioni al cervello, inoltre è un linguaggio universale, non verbale e meglio di qualunque altro è in grado di comunicare emozioni. Molte ricerche scientifiche hanno dimostrato l'importanza di questa metodologia, in particolare nel campo terapeutico. Sostenuta anche da numerosi studi prevalentemente in ambito psicologico.

No. Per quanto concerne l'individuo che si sottopone a questa terapia, non necessita essere musicista, ne saper suonare alcun strumento, ne avere conoscenze musicali. In quanto è il terapeuta che interagisce tra l'energia musicale e l'individuo stesso.

Alcuni metodi prevedono che l'individuo impari a relazionarsi attraverso l'utilizzo di alcuni strumenti musicali: percussioni varie, pianoforte, strumenti a corda, strumenti a fiato, eccetera. Altri prediligono l'ascolto in una condizione di rilassamento. Questi sono i metodi più conosciuti e praticati nel linguaggio non verbale. Ma la vera musicoterapia viene praticata con metodologie che interagiscono attraverso i suoni e l'energia sottile generata dalla musica, non suonata dall'individuo, stimolando le parti sensibili che ci portano a scoprire e interagire con la vera essenza fisica, mentale, spirituale e dell'inconscio del nostro essere.

Per rispondere a questa domanda vi invitiamo a leggere: Campi di applicazione e A chi ci rivolgiamo. Siamo a disposizione per ogni domanda al riguardo.


I benefici sono molti e variano da individuo a individuo, come anche a seconda del suo stato psicofisico, nonché aspettative dal trattamento. I trattamenti musicoterapici influenzano positivamente lo stato della memoria, dell'apprendimento, sullo stato ansioso, sulla respirazione e molti altri. Favorisce le attività cerebrali complesse, migliora la percezione spazio temporale, quale recupero di stati perturbativi legati a traumi o eventi negativi. Infonde fiducia all'individuo, sicurezza, capacità di controllo e gestione di eventi, trasmette calma interiore.

 

Studi clinici hanno dimostrato che i bambini e i giovani che studiano musica e suonano uno strumento musicale, presentano una crescita superiore del proprio Q.I. favorendo molte altre attività.


Sicuramente. La pratica della musicoterapia, come pure la suonoterapia non è legata solamente a risolvere patologie. È indicata anche a chi vuole scoprire un modo di vita più armonioso, alla ricerca di una propria dimensione e essenza di vita. A tal proposito leggi: conoscere se stessi.

Se prendiamo la musicoterapia quale metodo di soluzione a determinate patologie, risulta difficile esplicarla in modo autonomo. A meno ché non siete dei musicoterapeuti formati. È possibile praticare alcuni metodi legati alla musicoterapia, in particolare nel campo della meditazione, attraverso i suoni prodotti per esempio con le campane Tibetane, i gong. Questo dopo una formazione di apprendimento e avvicinamento a queste tecniche. Segui i nostri corsi.

Non esiste una tipologia standard. Questo perché tutto va adattato alle condizioni dell'individuo, alle patologie e agli obiettivi che si vogliono raggiungere. Esistono varie metodologie che vanno dal dialogo, al massaggio sonoro, alla stimolazione dei centri di trasmissione dell'energia vitale i cosiddetti Chakra, come pure attraverso la ricezione di vibrazioni sonore prodotte per esempio dalle campane Tibetane, dai gong, dai diapason, oppure dalle tavole armoniche, su determinati punti del corpo.

Di principio la seduta si svolge in uno spazio armonioso, silenzioso e accogliente, con luci attenuate, dove l'individuo di regola si sdraia su un lettino, in modo da potersi rilassare completamente e seguire portando la sua concentrazione solo su quanto gli viene proposto.

Intesa come terapia singola possiamo dire di no, in quanto nella nostra struttura, creata appositamente per questo genere di percorsi, abbiamo a disposizione tutto quanto serve per ogni tipo di trattamento. Dove per alcune attrezzature il trasporto diventa difficile, oltre ad avere un ambiente che stimola il rilassamento.

 

È possibile organizzare eventi in strutture esterne rivolti a far conoscere i benefici di questa disciplina, per esempio nelle scuole, o eventi per gruppi.

Assolutamente no. La pratica della musicoterapia non porta mai il dialogo su credenze o convinzioni religiose. Di fatto i suoni intesi come tali, non hanno riferimenti a credenze, nazioni o provenienza delle persone. I suoni e le vibrazioni sono parte integrale del nostro mondo universale.