La civiltà moderna comporta molti paradossi, tra cui quello di impiegare molto del nostro tempo prezioso in attività che non contemplano un accrescimento del nostro benessere mentale, psicofisico e spirituale, ma solamente perché condizionati da fattori di società. L'obbligo di mostrarsi all'avanguardia, di voler o dover essere quello che infine non si è. Per esempio: scoprire tutte le funzioni, anche quelle inutili, del proprio smartphone, ma non conoscere quasi nulla di se stessi, della propria mente, della propria condizione emotiva. Per citarne solo alcune.

Sono ancora poche le persone che capiscono l'importanza di "guardarsi dentro"; di capire chi siamo e cosa siamo capaci di fare, di comprendere e saper gestire le proprie emozioni, oppure di capire perché facciamo determinate scelte e agiamo con determinati pensieri e modi.

Questa parabola esplica chiaramente il perché dobbiamo imparare a conoscere se stessi, a "guardarci dentro" per permetterci un vita migliore:

Un mendicante se ne stava seduto sul ciglio di una strada da più di trent'anni.

Un giorno un tale gli passò accanto.

"Hai qualche spicciolo?" mormorò il mendicante, tendendo meccanicamente il suo berretto da baseball.

"Non ho niente da darti" rispose lo sconosciuto. Poi chiese: "Su che cosa sei seduto?".

"Non è niente" rispose il mendicante, "solo una vecchia scatola. Ci sono seduto sopra da sempre."

"Non hai mai guardato dentro?" chiese lo sconosciuto.

"No" rispose il mendicante. "A che scopo? Tanto non c'è niente dentro."

"Dacci un'occhiata" insistette lo sconosciuto. Il mendicante riuscì a sollevare il coperchio e con meraviglia,
incredulità e gioia vide che la scatola era piena d'oro.

“Ecco, io sono quello sconosciuto che non ha niente da darti e che ti sprona a guardare dentro.

Non in una scatola, come in questa parabola, ma in un posto molto più vicino: dentro di te”. (Eckhart Tolle)

 

L'unico vero oro che esiste nel nostro percorso di vita, è dentro di noi. Spetta a noi scoprirlo, valorizzarlo e renderlo attivo per migliorare la nostra esistenza.

Il tempo che abbiamo a disposizione non è infinito. Se togliamo il tempo che impieghiamo nelle nostre attività professionali, quello necessario per dormire e nutrirci, quello da dedicare ai propri figli e alla famiglia, rimangono mediamente poche ore che possiamo disporre per attività legate a noi stessi, tra le quali giustamente deve esserci anche qualcosa per il divertimento e alcune attività o sportive. Per cui trovare del tempo unicamente per noi stessi diventa un'operazione alquanto impegnativa.

La frenesia della vita odierna non ci facilita in questo esercizio. Ma è questo il punto principale in cui dobbiamo focalizzarci.
In questo ristretto spazio, in cui possiamo ancora fare qualcosa solo per noi, tralasciamo di spenderlo in cose futili, che non ci portano ad un miglioramento della nostra qualità di vita. Continuare a lamentarsi perché le cose non funzionano come vorremmo, perché il rapporto con i nostri figli e caotico, perché il rapporto coniugale sta perdendo consistenza, o lasciarsi sopraffare dall'avidità di avere ciò che alla fine non siamo sicuri che ci renderà più felici, non ci porta a nessun risultato.

Utilizziamo anche solo una parte del tempo giornaliero che ci rimane, impiegandolo a conoscere noi stessi. Alla fine di questo percorso ci renderemo conto di quanto abbiamo guadagnato, arricchendo la nostra persona e il nostro essere spirituale, scoprendo anche come potremo risolvere alcune situazioni.

Come nella parabola sopraccitata, dove il mendicante ha vissuto per trent'anni sopra il suo oro senza mai rendersene conto di quanta ricchezza possedeva.

Conoscere se stessi non implica solamente, la meditazione, leggere libri spirituali, fare esercizi di Yoga, eccetera. Anche durante le nostre azioni quotidiane possiamo imparare a conoscere se stessi; solo se questo lo vogliamo e siamo attenti ai nostri comportamenti.
Conoscere se stessi, vuol dire scoprire le nostre potenzialità - l'oro riferito nella parabola - e utilizzarle al meglio in ogni situazione che siamo confrontati.

Chiunque abbia la volontà di mettersi in gioco e cogliere un'opportunità di crescita personale, può intraprendere questo percorso.
Dall'adolescente, al giovane, come anche dal genitore, all'adulto, dal singolo, alla copia che vuole risollevarsi. L'età e la condizione sociale non ha alcuna importanza sulla conoscenza di se.

Sapere chi siamo: non dipende da cosa facciamo, dal titolo di studio che abbiamo conseguito, dal rango sociale, dal fattore di intelligenza, o altro.

Scopriamo chi siamo: fermiamoci e impariamo ad ascoltarci, non continuiamo a scappare dal nostro disagio. Smettiamola di identificarci nelle nostre azioni per avere solamente dei giustificativi inutili; forse non sappiamo neanche chi siamo. Continuando a perseverare in scelte e decisioni sbagliate senza rendercene conto.

Scoprire se stessi vuol dire:

  • Osservare ed essere consapevoli delle proprie reazioni emotive e dei propri stati d'animo
  • Essere consapevoli del proprio corpo, dei propri pensieri, pregiudizi e abitudini
  • Osservare ed essere consapevoli dei propri punti di forza e delle proprie debolezze
  • Essere consapevoli dei propri limiti
  • Facilitare l'ascolto dei propri bisogni e la comprensione dei propri stili comportamentali
  • Essere consapevoli di come le emozioni influenzano i nostri pensieri
  • Osservare ed essere consapevoli di come interagiamo con gli altri
  • Apprendere l'arte del rispetto sia personale che verso gli altri
  • Osservare come siamo influenzabili da tutto quello che ci circonda
  • Essere consapevoli da ciò che ci piace e da ciò che non ci piace
  • La consapevolezza di avere degli obiettivi
  • Osservare ed essere consapevoli dei propri ideali, dei propri sogni

Prendere consapevolezza della nostra mente, del nostro corpo, del nostro respiro. Percepire l'aria che entra ed esce dal nostro corpo. Imparare ad ascoltare cosa il silenzio ci trasmette. Renderci consapevoli della nostra energia interiore. Tutto ciò che dobbiamo affrontare nella vita reale, è questo momento.

Se siamo in grado di capire noi stessi e conoscere chi siamo, saremo anche più abili nel capire gli altri e quindi avere relazioni migliori. Saremo maggiormente consapevoli dei nostri limiti e solo così potremo attivarci per superarli. Inoltre avremo una migliore idea del nostro valore e potenziale e non ci sentiremo inferiori ad altri.
Sapremo con maggior chiarezza identificare il nostro ruolo e scopo nella vita. Senza essere influenzati dai desideri di altri; in particolar modo da parenti, amici o professori, che ci vorrebbero a loro immagine o desiderio.

Colui che conosce il proprio obiettivo si sente forte; questa forza lo rende sereno; questa serenità assicura la pace interiore; solo la pace interiore consente la riflessione profonda; la riflessione profonda è il punto di partenza di ogni successo"
(Lao Tse)

Scoprire se stessi, può avvenire tramite i nostri percorsi di conoscenza, individuali o a gruppi, adatti a tutti e a tutte le età; dall'adolescente, all'adulto. Dove vengono apprese le dinamiche relative, favorendo la capacità di auto-ascolto, l'esplorazione di sé e del proprio mondo interiore, per acquisire maggiore consapevolezza di ciò che siamo, di cosa vogliamo ottenere dalla vita, fino al raggiungimento dei nostri obiettivi.

A volte può far paura pensare di scoprire chi siamo veramente.
Ma se lo scopriamo abbiamo il tempo per migliorare.
Peggio ancora è vivere tutta la vita senza scoprirlo e quando lo vorremmo è troppo tardi.

Avete mai guardato dentro lo scatolone della vostra vita ?

provate a darci una sbirciata e scoprirete il vostro oro. 

 

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